Molti siti non hanno un problema di contenuti: hanno un problema che Google non riesce a leggere. E oggi non basta più Google — le risposte arrivano da ChatGPT, Perplexity e dalle sintesi dell'AI, che citano solo ciò che trovano in pagine pulite e ben strutturate. Lavoriamo sul SEO tecnico che fa da fondamenta a entrambi, e su campagne Meta e Pinterest che coprono la domanda mentre l'organico cresce.
Dipendere solo dalle campagne significa affittare la propria visibilità: il giorno in cui il budget si ferma, si ferma anche il traffico. Il SEO costruisce invece qualcosa che resta — una pagina ben posizionata continua a portare visite molto dopo essere stata scritta.
Teniamo insieme SEO tecnico, strategia dei contenuti e campagne in un unico piano, con un orizzonte onesto: dai 12 ai 18 mesi perché l'organico regga una quota stabile della domanda. Nel frattempo le campagne coprono la domanda; man mano che l'organico cresce, il budget si sposta. E nessuna tecnica che esponga il sito a una penalizzazione — mai.
Core Web Vitals, scansione, hreflang, dati strutturati, sitemap dinamica, analisi dei log del server. La parte che Google misura e che dipende solo da noi.
Analisi per intento di ricerca, confronto con i concorrenti, architettura dei contenuti per gruppi tematici e pagine pilastro.
Brief per ogni pagina che conta, ottimizzazione on-page, collegamenti interni ragionati e revisione di ciò che è già pubblicato.
Essere citati dalle risposte generate — ChatGPT, Perplexity, le sintesi di Google. Contenuto sostanziale servito in HTML leggibile senza JavaScript, dati strutturati che dicono chi siete, e pagine composte già pronte per i crawler dei modelli.
Campagne su Feed, Storie e Reels. Retargeting per livelli di interesse, pubblici simili e test sistematico dei creativi.
Il canale dove si cerca con le immagini prima di sapere quale marca si vuole. Pin sponsorizzati e shopping, con un ciclo di vita del contenuto molto più lungo di quello di un feed.
Pannello aggiornato con posizioni, traffico, conversioni e ritorno sulla spesa. Ogni mese un'analisi con le azioni in ordine di priorità.
Analisi tecnica del sito, report di scansione, studio dei concorrenti organici, interventi rapidi e opportunità di lungo periodo. Ne esce una roadmap in ordine di priorità.
Mappa delle ricerche per ogni fase del percorso d'acquisto, architettura dei contenuti, confronto con i concorrenti. Si decide cosa creare, cosa rivedere e cosa togliere.
Correzioni sul sito, dati strutturati, tempi di caricamento, errori di scansione. In parallelo partono le prime campagne, che intanto coprono la domanda.
Contenuti ottimizzati, digital PR per citazioni autorevoli, rapporti editoriali. Solo tecniche che reggono un aggiornamento dell'algoritmo.
Analisi dei dati, test sulle pagine di atterraggio, aggiornamento dei contenuti in calo, apertura di nuovi gruppi tematici quando i primi sono consolidati.
Il modo più onesto per mostrare SEO tecnico è lasciarvelo ispezionare. Questo sito serve ai crawler HTML leggibile anche senza JavaScript — le pagine servizio e gli articoli arrivano completi, così ChatGPT, Perplexity e Bing leggono lo stesso contenuto che vedete voi. Dichiara chi siamo con un grafo di dati strutturati, pubblica un file llms.txt per i modelli linguistici e gestisce italiano e inglese con hreflang corretti.
Per verificarlo basta chiedere una pagina come la chiede un crawler — per esempio con curl e lo user-agent di GPTBot — e leggere che cosa torna.
Analisi gratuita del posizionamento attuale a confronto con i concorrenti. In mezz'ora sai dove sei, che cosa manca e in che ordine intervenire.
Sui primi due mesi si muove poco: si stanno togliendo i freni tecnici, e il grafico è piatto per costruzione. Fra il terzo e il quarto mese arrivano le prime posizioni sulle ricerche specifiche, quelle lunghe; fra il quinto e l'ottavo i gruppi tematici cominciano a spingersi a vicenda e il traffico diventa una curva invece che una serie di scatti. Chi promette la prima pagina in trenta giorni sta parlando di un termine che nessuno cerca.
Dalla tecnica, sempre, ma non perché conti di più — perché senza, i contenuti non contano affatto. Un sito che risponde in cinque secondi, non si fa indicizzare o duplica i propri contenuti su tre indirizzi diversi può pubblicare articoli eccellenti senza che nessuno li veda. Sistemata la base, il rapporto si inverte e il lavoro diventa quasi tutto editoriale.
Ha senso diverso. Le risposte generate riducono i clic sulle domande semplici — quelle a cui basta una frase — e li lasciano quasi intatti dove c'è una decisione da prendere o qualcosa da comprare. In più i modelli citano fonti, e per essere citati servono le stesse cose di sempre più due: contenuto sostanziale in HTML leggibile senza JavaScript, e dati strutturati che dicano chi siete. È il motivo per cui questo sito consegna ai crawler AI una pagina già composta.
Perché coprono due momenti diversi. La ricerca — Google e ormai le risposte generate dall’AI — intercetta chi sta già cercando quello che vendete: domanda che esiste, e va solo presidiata. Meta e Pinterest lavorano prima, su chi non vi sta cercando ancora, e generano la domanda che poi la ricerca raccoglie. Tenuti insieme, i creativi che funzionano sui social dicono quali messaggi meritano una pagina organica, e le query che convertono organicamente dicono quali pubblici vale la pena costruire. Gestiti da due fornitori diversi, questa informazione non passa mai da una parte all’altra.